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Interventi e commenti Policoro

Polemiche politiche

Non siamo "berluscomunisti"

Risposta all'articolo di Giorgio Santoriello

di Redazione Basilicata24

Non siamo "berluscomunisti"

Siamo alla frutta, sotto tutti i punti di vista. Se gli amministratori e i sostenitori di questa amministrazione non avvertono la necessità di dare spiegazioni alla città sulla crisi di maggioranza e non trovano niente di meglio, per distrarre l'opinione pubblica, che prendersela con i blog, vuol dire che il limite fra le risposte (anche elementari) che deve la politica e la menzogna eretta ad arte di governo è stato veramente e squallidamente superato.

Amministratori e militanti del centro destra, in particolar modo Giorgio Santoriello ed Enrico Bianco stanno accusando me e Frammartino di star prendendo le parti di Forza Italia, nella loro crisi di governo. Loro che sono gli alleati di Forza Italia, che ci hanno governato insieme per 20 anni a Policoro, che si sono candidati con loro, che hanno distrutto la città con loro o li hanno sostenuti mentre lo facevano, ora additano noi di essere addirittura dei "berluscomunisti".

Stanno ponendo la questione come se il problema della LORO crisi noi lo dovessimo trattare decidendo se tifare per il loro gruppo oppure per Forza Italia e con questa logica assurda stanno cercando di polarizzare l'opinione pubblica.

Siccome noi di Karakteria non tifiamo per la squadra dei leonidi, allora vuol dire che tifiamo per Forza Italia. E già perchè l'amministrazione è divisa in due: i buoni, gli onesti, quelli del rinnovamento (loro) e i disonesti ( quelli di Forza Italia), proprio come un paio di anni fa, dopo averci governato insieme per vent'anni, loro (sempre LORO) diventarono i buoni, gli onesti, quelli del rinnovamento e Lopatriello l'unico disonesto. Il vicesindaco e assessore all'urbanistica Enrico Bianco, che accusa continuamente noi di "affibbiare patenti morali", proprio per questo motivo, ora ci accusa anche di sposare la politica urbanistica di Domenico Bianco, il suo oppositore e concorrente alla carica di assessore all'urbanistica di Forza Italia.

No! Noi a questo gioco non ci stiamo! Fra la politica di Enrico e quella di Domenico, per noi di Karakteria non fa grossa differenza: rimane una politica in Bianco. La guerra fra questi due e i problemi di poltrone che a causa loro stanno logorando l' amministrazione fin dall'inizio non ci appartiene. Sono problemi LORO, non nostri che in quanto cittadini li subiamo soltanto. Certo, se dovessi guardarla esclusivamente dal punto di vista dell'etica politca, ancora mi domando come fa Enrico a stare seduto lì senza essersi nemmeno candidato alle elezioni, appartenendo ad un'altra parte politica e non avendo nemmeno appoggiato la coalizione di leone alle elezioni, però questa è una domanda che ormai, vagliata al fuoco delle azioni, degli inciuci e  della caratura politica questa amministrazione, non mi interessa più.

 E va bene che non mi interessa, però il caro Enrico non tenti di far passare anche il trasformismo di Carrera, che transita dall'opposizione alla  maggioranza qualche settimana prima dello scoppio della bufera numerica, come un gesto involontario, disinteressato, normale. Non può pretendere che ce le beviamo proprio tutte o almeno si convinca che non tutto ciò che a lui sembra normale è veramente normale. 

Quanto alle parole di Giorgio Santoriello sono stupito che l'amico e compagno di tante battaglie possa dire cose così false, subdole e meschine. Tra l'altro non è da lui essere così affrettato e frettoloso nei giudizi ed essere così disinformato. Non posso pensare altro che le sue parole siano il frutto del grosso colpo che può dare l' assistere al disfacimento politico ed etico del gruppo che aveva fondato e della coalizione in cui aveva creduto. L'unica risposta che posso darmi è che quanto ha scritto sia solo l'estremo tentativo, inconscio, di non voler guardare cosa sta accadendo nel suo corpo politico e per questo spara a destra (anzi a sinistra) e a manca.

Come spiegare altrimenti che un ragazzo intelligente, durante la crisi di maggioranza della sua parte politica, invece di cercare di capire e semmai risolvere o raccontare cosa sta accadendo lì dentro, si concentra sui blog, adducendo a noi la questione morale e accusando addirittura me di star "tessendo le lodi di Forza Italia"? Sarà stato troppo tempo con Bianco (Enrico) ultimamente? Mi definisce addirittura un berluscomunista. Si riferisce al mio post del 30 aprile e mi accusa di essere stato filo-forzista. Perchè?

Perchè ho detto che una delle cause dell'attuale crisi è che Leone non si è aperto al dialogo con i consiglieri di Forza Italia fin dall'inizio? E' bugia? Forse lui non conosce come il nostro sindaco soffra di simpatie ed antipatie? Non conosce le sue incapacità di tenere un gruppo? O crede a quello che gli hanno raccontato i leonidi e cioè che da un lato ci sono i cattivi che vogliono fare affari e dall'altro loro, i buoni, quelli della nuova politica? Può veramente Santoriello credere a questo? Può essere tanto disinformato e tanto "ingenuo" (lui che attribuisce a noi ingenuità) da crederci?  Posso comprendere il suo punto di vista da tifoso, ma fino ad un certo punto la tifoseria può giustificare la cecità. Come può dire che io stia dalla parte di Forza Italia solo perchè non sto dalla parte del suo gruppo?

 

Non ha forse letto il mio post prima di incriminarlo? Lì, oltre ai motivi citati sopra e al lampante calo di consensi dell'amministrazione (dovuto a due anni di pessima gestione, che non può non aver notato) parlavo della probabilità che fra le rivendicazioni della rottura di Forza Italia ci sia anche la richiesta "di assistere oltre alle clientele dei gruppi che ora dominano la maggioranza anche quelle degli altri gruppi". Questo a qualcuno può sembrare un discorso filo forzista? O forse nell'articolo di Santoriello c'è la svista di un tifoso che guarda solo i falli della squadra avversaria e chiude gli occhi su quelli della propria squadra? 

Poi chiariamo anche che io non sono un berlscomunista e che mai (nemmeno in questo caso) ho prestato una mano, nè chiesto informazioni al gruppo alleato con Santoriello fino all'altroieri. Affermarlo significa mentire, sapendo di mentire. Anzi sul prefisso berlusconiano, io lo prendo come un'offesa seria ( non sono mai stato dalla parte del principe italiano dei corrotti e di chi ha occhieggiato con la mafia). Ricordo invece che lui ha sostenuto al governo e si è alleato a Policoro con i berlusconiani. Lui si è candidato in coalizione con loro nonostante sapesse meglio di me chi erano e cosa volevano, nonostante sapesse che il candidato sindaco era il segretario del partito berlusconiano di cui lo stesso Santoriello faceva parte. Lui -mai io-  si è alleato con loro, con quelli che erano stati gli amministratori del sacco di Policoro in questi ultimi 20 anni.

Sottolineo questo non per attribuire colpe ad un ragazzo che fa politica con passione e onestà ed io personalmente ne sono testimone. Lo dico perchè comprenda e ammetta, con umiltà e intelligenza, che è fallita una strategia politica. Lo ammetta per non perseverare nell'errore e trovare nuove strade.

Santoriello mi accusa, inoltre, di non essere stato intellettualmente onesto perchè avrei posto per primo la questione dell'incompatibilità del pittelliano Vetere, che invece il suo gruppo dei Trenta difende, ma dimentica che sono stato anche il primo a porre l'incompatibilità di Domenico Bianco (Forza Italia), ben due anni fa, quando invece lui e i suoi amici se lo sono tenuti, con tutte le sue incompatibilità, fino a quando con la crisi di maggioranza non è diventato utile rinfacciargliela. Ora Santorielo parla di richieste di incompatibilità come mercè di scambio, ma non gli viene in mente che è un'accusa da porre ai suoi questa, di sicuro non a me? O pensa che io sia per l'incompatibilità dell'uno e non dell'altro? Come può pensare una cosa simile, come può attribuirmela?

Mi accusa infine di non aver mai criticato l'altro forzista, Gianluca Modarelli, presidente del consiglio comunale. Come se con tutti i casini quotidiani che combinavano i suoi amici (...e mi davano un gran da fare e da parlare), avrei dovuto concentrarmi sull'unica carica che non ha un diretto ruolo amministrativo. E che me ne fregava delle sue assenze calcolate, che tra l'altro comprendo solo ora, degli sgambetti che faceva ai leonidi e che questi gli ricambiavano volentieri? Erano fatti loro e nei fatti loro non ci sono entrato fino allo scoppio della crisi. Avevano voluto l'ammucchiata elettorale? Che si cuocessero nel loro stesso brodo. Avevo altro a cui pensare: ero interessato a quello che combinavano alla città non ai fatti loro. Sapevo di malumori ma non ero così informato come crede o vorrebbe far credere Santoriello. Erano fatti interni alla maggioranza. Lui (Santoriello) semmai avrebbe dovuto parlarne, visto che in quei fatti era direttamente coinvolto in quanto militante dei Trenta e li conosceva bene. Riesce lontanamente ad immaginare quanto me ne poteva fregare?

L'amico Santoriello mi accusa di "disonestà intellettuale" perchè avrei taciuto sulle cagate di Modarelli. Lui invece non crede sia arrivato il momento di analizzare e scrivere sui motivi di quelle cagate, sull'errore di una strategia politica di cui il Gruppo Trenta è stato artefice, tutta incentrata sul consenso elettorale, sul vecchiume di un modo di fare politica che non avrebbe mai potuto produrre delle novità per il semplice fatto che usava metodi vecchi?   

No, il buon Giorgio se la prende con noi e lo fa con parole pesanti. Mi accusa di essere uno strumetalizzatore, intellettualmente disonesto, un mestatore. La stima e l'affetto che nutro nei suoi confronti non mi ha fatto mai esprimere dubbi violenti che pure nutrivo e non mi sono mai sottratto alle accuse che mi venivano rivolte, accusando a mia volta, ma visto che ora l'amico ha aperto le danze li spiattello, confidando che la sua intelligenza sappia accoglierli come un appunto e una domanda sincera e non come un atto di accusa. Non capisco come possa incolparmi per un silenzio così idiota ed insignificante, lui che da collaboratore di Mario Venezia si è tenuto alla larga dallo scandalo della rimborsopoli lucana, salvo poi accusare tutti gli altri e da membro del Gruppo Trenta non ha sprecato una parola sulle assunzioni Tradeco, sullo scandalo dei voti dei rumeni, sui bandi che ogni volta sono stati costretti a ritirare perchè due su tre sono viziati e spesso per gravi vizi, sull'assoluta mancanza di programmazione, sull'imbroglio di ciò che disonestamente hanno definito "Bilancio Partecipato", sulle operazioni clientelari dei giardini pagati con i soldi della compensazione nucleare, sugli incarichi e le nomine clientelari negli uffici tecnici, sugli inciuci con alcuni membri dell'opposizione, sui trasformismi e i salti della quaglia, sul contratto di quartiere e sulla discarica ad esso annessa etc. etc. etc.

Troppo facile aprire l'articolo dicendo che si eri tenuto alla larga dalla politica policorese perchè viscida; quella regionale non mi sembra meno viscida eppure lo ha attratto in maniera esclusiva. Troppo dubbio rifarsi vivo sui giornali e sul sito dei Trenta con un attacco a noi, che sa di disperato tentativo di virare una nave alla deriva per spingere verso altre rotte una cittadinanza che invece sta chiedendo agli amministratori le ragioni della crisi, senza ottenere risposta.   

Troppo semplicistico e falso additare noi come filo forzisti, per nascondere o espiare la colpa di esserseli scelti come alleati. Troppo fazioso e manicheo nella guerra interna all'amministrazione, identificare il male e gli errori solo nei forzitalioti e addirittura trovare l'altra parte del male in me che ho espresso liberamente il mio pensiero. Troppo ingenuo non aver approfondito la questione prima di parlare e non aver voluto approfondire fino in fondo. Ricorrere a questi mezzi è troppo piccolo per le potenzialità etiche e politiche di Giorgio Santoriello, di cui mi onoro di essere amico. E' troppo subdolo sviare l'attenzione dalla crisi dell'amministrazione per additare gli altri come gli artefici della crisi morale.

In conclusione: Se a volte posso aver peccato di faziosità è perchè sono uno che parteggia, gramscianamente parteggia. Ma da quì a darmi del disonesto ce ne passa. Così non mi va di accusare di immoralità chi dall'altra parte della linea Gotica difende il suo gruppo. La metafora potrà sembrare desueta, ma in questi giorni gli amministratori sembrano ridotti e arrocatti come in una modesta Repubblica di Salò a cercare una nuova quadra, nuovi equilibri. Chi come Giorgio e come me sta cercando una strada politica nuova sa che in questo deserto morale, in mezzo al frastuono degli sciacalli, non è facile per nessuno imboccare quella giusta e con il gruppo giusto. Però dobbiamo sapere anche che ci si salva e si salva la politica, quella alta e nobile, solo se dopo il fallimento di un progetto si ha il coraggio di fermarsi e tornare indietro per trovare un'altra via.  Il progetto di Leone e dei Trenta è fallito. Siete arrivati alla guerra, agli inciuci e ai trasformismi, oltre a tutto il resto. Questo avevo detto nel post del 30 aprile, Giorgio, non che Forza Italia, Modarelli e Domenico Bianco sono più belli e più bravi degli altri lì dentro. Apri gli occhi sulla realtà o almeno non mettere la tua penna al servizio di chi vorrebbe farli chiudere.

Ivano farina

Dom, 04/05/2014 - 11:29
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